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Tuesday, 22 October 2019 16:55

San Martino: castagne e vino!

La tradizione che unisce questi due alimenti arriva da molto lontano e poco ha a che vedere con San Martino, anche se è tradizione mangiare castagne e bere vino novello l'11 novembre.

L’11 novembre ricorda proprio la morte di San Martino, vescovo di Tours, avvenuta ben 1700 anni fa ed è una data di passaggio tra la stagione di lavoro e quella del riposo degli agricoltori.

Si tratta di una data simbolica che scandisce i ritmi dell’agricoltura, il vero orologio della storia.

In questa occasione i contadini concludevano il loro lavoro per i padroni e attendevano indicazioni per l’anno successivo. La loro buonuscita era fatta di prodotti preziosi offerti dalla stagione e, in questa fase dell’autunno, niente era più importante di castagne e vino. Le castagne in quei secoli erano un alimento fondamentale per il sostentamento di pastori e contadini. Tanto importante da aver chiamato l’albero che le produce “albero del pane”.

Nutrienti e ricche, le castagne venivano cotte arrosto, lessate, utilizzate per i dolci oppure tramutate in farina per preparare il pane.

Le castagne erano tanto preziose da essere utilizzate come merce di scambio con chi abitava in zone prive dei loro alberi. Il baratto non poteva che avvenire con un altro alimento particolarmente ricercato, come appunto, il vino.

Per tutti questi motivi era fondamentale avere il vino pronto entro la metà di novembre. 

Nelle nostre zone, come nel resto dell’Italia, l’abbinamento naturale del vino novello è proprio con le castagne e, viaggiando per l’Italia, troverete ovunque una tradizione che lega San Martino all’accostamento di questi due ingredienti!

Per l’occasione le castagne vengono arrostite e servite con un buon calice di vino Novello, ma nei secoli le tradizioni si sono evolute e da mero accompagnamento, il vino è diventato parte integrante della preparazione delle caldarroste.

Thursday, 12 September 2019 08:53

Guaranà: gli occhi degli dei

Tutti (o quasi) conoscono le proprietà del guaranà ma, forse, non tutti sanno com'è fatto.
Allo stato selvatico, la pianta si sviluppa sotto forma di albero, la cui altezza può arrivare a 10 metri; coltivata, non supera i 3 metri.
La principale caratteristica e proprietà di questo frutto riguarda i suoi effetti energizzanti che lo rendono del tutto simile alla caffeina e quindi annoverabile tra gli energy drink naturali, ma con un rilascio molto più lento nell’organismo che ne prolunga l’efficacia. Aiuterebbe quindi anche le capacità mnemoniche e l’attenzione e la concentrazione.
Oltre all’effetto stimolante e tonificante, questo frutto possiede anche proprietà diuretiche, dimagranti, cardiotoniche ed antiossidanti.
E’ in generale sconsigliata a bambini e a chi soffre di ipertiroidismo. Dati gli effetti altamente stimolanti, i derivati di questa pianta possono aggravare ad esempio la condizione di chi soffre di tachicardia e palpitazioni nonché peggiorare lo stato di chi è soggetto ad insonnia o è molto ansioso.
Wednesday, 28 August 2019 09:53

Non è uno strano kiwi!

Sembra uno strano kiwi, ma è un KIWANO!

ll kiwano (cucumi metuliferus), detto anche cetriolo spinoso, appartiene alla famiglia delle cucurbitacee.

Originario dell’Africa orientale, in seguito si è diffuso in Australia, in Nuova Zelanda, e in Paesi come l’Italia, Francia e Portogallo. 

E’ una pianta annuale, rampicante dalla crescita veloce. Ha le spine sulle foglie, sui gambi e anche i frutti sono pieni di piccoli aculei. Il frutto del kiwano acerbo ha un colore verde con striature gialle. 

Una volta maturo, assume una colorazione tendente all’arancione.

Al suo interno presenta una consistenza gelatinosa di colore verde e, come il cetriolo, ha tanti piccoli semi (da non mangiare germinati).

Solitamente viene consumato come frutta ma è ottimo anche nelle insalate e il suo sapore è agrodolce e più fruttato del cetriolo. 

Il kiwano è ricco di oligoelementi (magnesio, calcio e potassio) e di vitamina Ced è considerato un ottimo reidratante, energizzante e remineralizzante. 

E’ un prezioso alleato per la salute di intestino, cuore e arterie e, non meno importante, rafforza il sistema immunitario. Oltre a questo, ha un apporto calorico davvero molto basso.

Thursday, 08 August 2019 09:21

Limone o caviale?

Questo frutto è davvero strano!

La polpa, per come si presenta, assomiglia al caviale, da qui infatti viene il nome non ufficiale di “caviale di lime”.

Le piccole perline di succo che si mangiano, scoppiano in bocca e sanno di limone.

Data la sua somiglianza col caviale, questo frutto si sta guadagnando la sua fama nella cucina di élite di tutto il mondo, con prezzi che arrivano a cifre molto alte.

Il finger lime è originario dell’Australia, nelle foreste tropicali del Queensland e South Wales.

Tuesday, 16 July 2019 15:47

La leggenda del pozzo dell'amore

Lungo la strada che collega Affi con la frazione di Caorsa, quasi al confine con Cavaion Veronese, c'è un pozzo molto particolare: il pozzo dell'amore.

Si chiama pozzo dell'amore perché attorno ad esso circolano diverse leggende che parlano di un amore contrastrato di un ragazzo e una ragazza. Non si conosce il tempo in cui è ambientata questa leggenda, ma quello che è noto, è che proprio al pozzo due fanciulli si sono conosciuti ed è lì che è scoccato il loro grande amore. Si sarebbero dovuti sposare, ma il matrimonio non si celebrò mai.

C'è chi dice che il loro amore non era gradito ai familiari e chi, invece, parla di un'improvvisa sparizione della ragazza. Rimasto solo, il giovane quasi impazzì dal dolore. Si ritirò in una cappella sul Monte Baldo a vivere da eremità. L'unico sollievo per lui era la bellezza della natura che gli ricordava la bellezza della sua amata.

Due sono i finali di questa storia: la versione tragica vede i due gettarsi nel pozzo per morire insieme e vivere nell'aldilà la loro storia d'amore infinita. L'altra versione invece, quella dei sognatori, è un lieto fine per questi ragazzi, il cui amore meritava di essere vissuto anche nell'aldiquà.

Thursday, 06 June 2019 09:00

Il fungo con la gelatina di fragole

Un pasticcino, un dolcetto con gocce di sciroppo alla ciliegia rinvenibile nei boschi di conifere dall’estate all’autunno:

Questa è la prima impressione quando lo si trova in età giovanile, perché poi, con l’invecchiamento, la sua bellezza decade fino a sembrare un pezzo di corteccia bruna e legnosa.

Il loro nome scientifico è Hydnellum peckii della famiglia delle Bankeraceae. E’ originario del Nord America, Europa, Iran e Corea. Viene utilizzato solo in laboratorio e, nonostante il suo aspetto appetitoso, non è affatto commestibile.

Oltre che per l’aspetto, questo fungo stupisce anche per le sostanze che contiene. Infatti, in esso sono stati individuati anticoagulanti simili all’eparina, ma ancor più interessante è la presenza di una sostanza capace di inibire alcuni enzimi responsabili della complessa patologia del morbo di Alzheimer. Questo tipo di fungo potrebbe essere in futuro un importante alleato per la cura di questa tremenda malattia.

Il fungo può crescere amorfo e persino ingoiare qualsiasi cosa si trovi nelle sue vicinanze, dai ramoscelli, alle pigne, sino all’erba.

Un’altra sua peculiarità sta nel fatto che può essere utilizzato come colorante per fibre e tessuti naturali.

Thursday, 30 May 2019 09:29

La pianta che si crede una gallina!

Non è bellissima?

La solanum ovigerum, conosciuta anche con il nome di “pianta dalle uova bianche”, produce quelle che sembrano uova, ma si tratta invece di una particolare varietà di melanzana.

Originaria dell’India è ridotta a una vera e propria curiosità botanica o all’utilizzo ornamentale perché la produzione che è in grado di fornire non può competere in termini quantitativi con quello delle melanzane classiche che per unità di superficie occupata possono produrre anche otto-dieci volte di più.

I frutti, proprio come per la melanzana, si consumano immaturi, cioè quando completamente bianchi. L’utilizzo gastronomico è lo stesso delle melanzane con due solo avvertenze, divenuti gialli, assumono un sapore amarissimo che nemmeno il trattamento con sale riesce a togliere, e differiscono nel sapore perché, ma non sempre, possono maggiormente ricordare consistenza e sapore del fungo.

Sembra che fin dai tempi delle civiltà mesopotamiche ed ebraiche si tentasse una sorta di previsione del tempo.
I Greci iniziarono delle osservazioni che rimasero per secoli le uniche ad essere conosciute riguardo le condizioni del tempo.

Nel Medioevo la Meteorologia subisce un'involuzione e solo nel Rinascimento si ha una svolta positiva rivolta ad un atteggiamento scientifico e più corretto alla materia. Costruirono così i primi strumenti di misurazione.

E' però solo dopo la 2a Guerra Mondiale che nasce la moderna Meteorologia, che si avvarrà anche della scoperta del Radar, che permette di osservare le precipitazioni ( pioggia, grandine, neve ) anche a distanze di oltre 300 Km.

Attualmente vi sono circa 10.000 stazioni di rilevamento in tutto il globo e misurano ogni 3 ore i parametri più importanti per fornire le previsioni ( pressione, temperatura, vento, umidità, nuvolosità e quantità di precipitazioni ) oltre ai fenomeni locali nei pressi della stazione ( neve, pioggia, nebbia ecc...).

Col progresso dei computers e dei satelliti e il miglioramento dei programmi di previsione si dovrebbe giungere ad un ulteriore perfezionamento e affidabilità delle previsioni che, ricordiamolo sempre, sono PROBABILISTICHE, cioè danno probabilità di un certo evento nel tempo e nello spazio, non certezza.

Quanto più ci allontaniamo nel tempo di validità della previsione ( 24 ore, 2 - 3 giorni, 6 - 10 o più giorni ) tanto più la probabilità decresce e la previsione diviene aleatoria, spesso viene stravolta completamente anche nel giro di sole 48 -72 ore.

Thursday, 18 April 2019 08:50

Perchè si regalano le uova di Pasqua

Il legame tra la Pasqua e le uova non è una caratteristica solo italiana.
Anche nei paesi anglosassoni, le uova sono protagoniste di questa festività: vengono nascoste per una tradizionale caccia al tesoro. 
In Italia, invece, l’usanza vuole che si regalino uova di cioccolato.
L’uovo è simbolo della rinascita e presso le grandi civiltà pagane rappresentava il risveglio della natura: donare uova era considerato di buon auspicio per la fertilità dei terreni.

Thursday, 11 April 2019 09:12

Curiosità sul vino

Il vino è sulle nostre tavole fin dai tempi più lontani, ma forse non sapete che, per alcuni storici, una delle cause della caduta dell’Impero Romano potrebbe essere stato un progressivo indebolimento della popolazione dovuto all’avvelenamento da piombo, provocato dalle modalità di degustazione del vino, che veniva offerto in larghe ciotole di piombo per addolcirne un po’ il sapore.

La bottiglia più vecchia del mondo ha ben 1600 anni e risale al tempo dell’impero Romano, fu ritrovata in Germania, dove oggi è conservata in un museo, nel 1867.

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