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San Martino: castagne e vino!

La tradizione che unisce questi due alimenti arriva da molto lontano e poco ha a che vedere con San Martino, anche se è tradizione mangiare castagne e bere vino novello l'11 novembre.

L’11 novembre ricorda proprio la morte di San Martino, vescovo di Tours, avvenuta ben 1700 anni fa ed è una data di passaggio tra la stagione di lavoro e quella del riposo degli agricoltori.

Si tratta di una data simbolica che scandisce i ritmi dell’agricoltura, il vero orologio della storia.

In questa occasione i contadini concludevano il loro lavoro per i padroni e attendevano indicazioni per l’anno successivo. La loro buonuscita era fatta di prodotti preziosi offerti dalla stagione e, in questa fase dell’autunno, niente era più importante di castagne e vino. Le castagne in quei secoli erano un alimento fondamentale per il sostentamento di pastori e contadini. Tanto importante da aver chiamato l’albero che le produce “albero del pane”.

Nutrienti e ricche, le castagne venivano cotte arrosto, lessate, utilizzate per i dolci oppure tramutate in farina per preparare il pane.

Le castagne erano tanto preziose da essere utilizzate come merce di scambio con chi abitava in zone prive dei loro alberi. Il baratto non poteva che avvenire con un altro alimento particolarmente ricercato, come appunto, il vino.

Per tutti questi motivi era fondamentale avere il vino pronto entro la metà di novembre. 

Nelle nostre zone, come nel resto dell’Italia, l’abbinamento naturale del vino novello è proprio con le castagne e, viaggiando per l’Italia, troverete ovunque una tradizione che lega San Martino all’accostamento di questi due ingredienti!

Per l’occasione le castagne vengono arrostite e servite con un buon calice di vino Novello, ma nei secoli le tradizioni si sono evolute e da mero accompagnamento, il vino è diventato parte integrante della preparazione delle caldarroste.