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Storia del tè

RUBRICA DEL GIOVEDÍ: Curiosità e stravaganze.

STORIA DEL TÈ

Il tè, un notissimo infuso (spesso miscelato con altre spezie, erbe o essenze), viene ricavato dalle foglie di una pianta legnosa, la "Camellia sinensis".

Questa bevanda rivendica a pieno titolo il privilegio di essere una delle più antiche e consumate sulla terra, seconda solo all’acqua, con cui si prepara e vanta una storia le cui origini sono avvolte nel mistero.
Una delle leggende più note e consolidate, arriva come è possibile immaginare, dalla cultura cinese. 
L’imperatore Shen-Nung, celebre per la sua profonda conoscenza delle proprietà medicinali di erbe e piante e per la sua fiscalità nel rispetto dell’ igiene, un giorno mentre era solito sedersi e riposare all’ombra di un albero, una leggera brezza fece cadere alcune foglie all’interno dell’acqua messa a bollire e essa aveva assunto un invitante color oro. La curiosità prevalse e il grande imperatore assaggiò per la prima volta la deliziosa bevanda chiamata poi tè. 

Per la cultura buddista invece, a scoprire il tè fu Bodhidarma, il padre del Buddismo zen, il quale dopo essersi addormentato durante una meditazione di sette anni ,per penitenza si amputò le palpebre degli occhi e la sotterrò.
Ripassando dopo qualche anno nello stesso luogo, si accorse che nel luogo del misfatto, era cresciuto un arbusto selvatico le cui foglie producevano una bevanda meravigliosa che donava forza e aveva la proprietà di aiutare a mantenere gli occhi aperti durante le lunghe veglie di meditazione. La raccomandò ad amici e discepoli e così nacque l’uso e la coltivazione del tè.

Dalle leggende asiatiche si arriva così alla vera storia del tè, quella registrata dagli annali dell’Impero Cinese e raccontata dai viaggiatori che nei secoli hanno percorso la Via delle Indie trasportando in Europa le spezie più pregiate.