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Esiste un frutto che puzza!

Se avete viaggiato nel Sud Est Asiatico, vi sarete sicuramente imbattuti in curiosi cartelli che vietavano di salire su mezzi pubblici, sui taxi ed entrare in hotel e locali con un grosso frutto dalla buccia puntuta e il colore verde chiaro.

Si chiama durian (il nome deriva dal malese e significa “frutto spinoso”) e il suo odore è così intenso e sgradevole, da poter trasformare un ambiente accogliente in un luogo in cui è necessario tapparsi il naso. Molto simile all’olezzo emanato da un cassonetto di immondizia, l’odore di durian è inconfondibile e stravolge chiunque vi si imbatta nelle numerose bancarelle che lo vendono (intero, sbucciato, preparato in vaschette), nelle numerose bancarelle che affollano le città asiatiche.

Ma come si può mangiare qualcosa dall’odore tutt’altro che invitante? Impossibile non chiederselo quando ci si trova davanti al primo assaggio di questo frutto, considerato una vera prelibatezza in zone come Tailandia, Cambogia e Malesia e venduto a caro prezzo rispetto agli altri frutti…

Ma qual è il sapore del durian?

Acre, dolciastro e insopportabile, l’odore di durian entra nelle narici dell’assaggiatore non appena ne viene rivelata la polpa morbida, di un colore giallo scuro e dalla consistenza leggermente burrosa. Dopo l’inevitabile inalazione, il passo successivo non può che essere quello di tapparsi il naso, per non accingersi all’assaggio pervasi dalla nausea.

Al primo morso, il palato dei più coraggiosi, verrà pervaso da un sapore dolce e piccante assieme che ricorda lontanamente il gusto di un melone troppo maturo, contrastato da una abbondante dose di spezie.

Dopo averlo assaggiato è impossibile non chiedersi perché sia così diffuso, ma evidentemente è una questione di palato. I locali infatti, lo amano così tanto da preparare dolci a base di durian, conservarlo sotto sciroppo, farne caramelle e cioccolatini ripieni, consigliatissimi per un primo tentativo di avvicinamento al frutto poiché le lavorazioni riescono quasi a neutralizzarne l’odore.